La Puglia al Salone del Gusto e Terra Madre

La Puglia, uno dei territori italiani più ricchi di biodiversità, cultura gastronomica e patrimonio alimentare, porta al Salone del Gusto e Terra Madre (dal 25 al 29 ottobre 2012 ). In particolare, lo spazio istituzionale pugliese, gestito dalla Regione Pugliae da Slow Food Puglia, diventa il luogo d’incontro tra produttori di grano e olio. Attività, eventi e degustazioni vedono coinvolti gli espositori pugliesi e le comunità del cibo di tutto il mondo, un confronto per capire cosa significhi unire in un unico evento, per la prima volta, il Salone del Gusto e Terra Madre.

I PRESÌDI SLOW FOOD PUGLIESI AL SALONE DEL GUSTO E TERRA MADRE

Primato regionale per la Puglia che con 5 nuovi Presìdi, insieme alla Sicilia, è la regione italiana che porta al Salone del Gusto e Terra Madre il maggior numero di novità tra i progetti della rete di Slow Food. Ecco le cinquenew entry:

  • Albicocca di Galàtone
    Tipica della zona del Salento leccese, questa varietà di albicocca piuttosto precoce è conosciuta per l’intenso profumo e per il caratteristico gusto molto dolce. Oggi non rimangono che alcune decine di alberi nei pochi frutteti ancora attivi. Il Presidio intende aiutare i produttori a reimpiantare gli albicocchi e riportare sul mercato il frutto, anche grazie alla sua trasformazione in conserve e confetture. Area di produzione: comuni di Galàtone, Nardò, Secli e Sannicola (provincia di Lecce).

  • Cece nero della Murgia Carsica
    Sono molte le varietà di cece nero in Puglia, ma solo quello della Murgia Carsica è piccolo, uncinato e molto rugoso. Facile da coltivare, era seminato fin dall'Ottocento e consumato dalle famiglie rurali, solite destinarlo alle partorienti perché considerato un alimento leggero ma ricco di nutrienti. Il Presidio coinvolge una decina di produttori che conservano ancora il seme di questo cece e che, uniti in un’associazione, vogliono far conoscere il prodotto fuori dal territorio barese, recuperando quella che un tempo era una delle coltivazioni più apprezzate del territorio. Area di produzione: i comuni di Altamura, Acquaviva delle Fonti, Cassano, Sammichele e aree limitrofe (provincia di Bari).

  • Fico mandorlato di San Michele Salentino
    Negli ultimi anni molti alberi di fico dell’alto Salento sono stati sostituiti dalla più remunerativa coltivazione della vigna. Un danno grave per una zona in cui è tradizione preparare ancora oggi il fico mandorlato, che unisce i sapori dei fichi ancora verdi lasciati essiccare al sole a quelli delle mandorle tostate. Slow Food, in collaborazione con i produttori, ha avviato il Presidio per proteggere questa inestimabile risorsa salentina e il caratteristico paesaggio rurale. Area di produzione: San Michele Salentino e comuni limitrofi (provincia di Brindisi).

  • Pallone di Gravina
    Questo formaggio a pasta filata dal gusto piccante e dalla tipica forma sferica, che consentiva di trasportarlo agevolmente durante la transumanza, occupa un posto d’onore nella tradizione casearia dell’alta Murgia. Il Presidio ne sostiene la produzione riunendo due caseifici che lavorano solo latte crudo di allevamenti selezionati, senza impiegare fermenti. Area di produzione: comune di Gravina di Puglia (provincia di Bari).

  • Pecora altamurana
    Presente da sempre nei territori oggi compresi nel Parco Naturale dell’Alta Murgia, questa razza ovina è particolarmente adatta ai pascoli ricchi di erbe aromatiche, che regalano un sapore unico alle sue carni. Un tempo molto diffusa sul territorio, oggi sopravvive con nemmeno mille capi, che il Presidio vuole tutelare grazie al sostegno del Parco. Area di produzione: provincia di Bari e Parco Naturale dell’Alta Murgia.

Gli altri Presìdi pugliesi presenti alla manifestazione torinese:

  • Biscotto di Ceglie - comune di Ceglie Messapica (Br)
  • Caciocavallo podolico del Gargano - tutto il territorio del Gargano (Fg)
  • Capocollo di Martina Franca - Valle d’Itria nei versanti delle province di Bari, Brindisi e Taranto
  • Capra garganica - promontorio del Gargano (Fg)
  • Fava di Carpino - Carpino (Fg)
  • Mandorla di Toritto - comune di Toritto e aree limitrofe (Ba)
  • Pane tradizionale dell’alta Murgia - Altamura (Ba)
  • Pomodoro fiaschetto di Torre Guaceto - Torre Guaceto, comune di Carovigno (Br)
  • Pomodoro regina di Torre Canne - area costiera nei comuni di Fasano e Ostuni (Br)
  • Vacca podolica del Gargano - promontorio del Gargano (Fg)

La mortadella di Prato

Un salume rosastro che arriva dalla Toscana

Oltre alla più famosa mortadella di Bologna, diffusa non solo nella città emiliana ma un po’ in tutta Italia, ne esistono anche di diverse e particolari.
Una di queste è la mortadella di Prato, un salume cotto che si presenta con un colore rosastro, che al momento può creare qualche perplessità. E' una specialità prodotta  dal Salumificio F.lli Conti e il segreto che conferisce questo colore particolare è che, oltre alla speziatura, viene aggiunto l’alkermes nella lavorazione.

MACELLERIA F.LLI CONTI CARLO & ORLANDO

Via San Giusto, 9/H7
Prato
T. 0574 630192
Web  www.salumificio-conti.com
Mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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